MY BOXING DIARY
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(di Roberto Zanotti)
Domenica 1° marzo, a Senigallia, la riunione organizzata dall’Accademia Pugilato Senigallia insieme alla UPA Ancona ha scritto un’altra pagina intensa di pugilato.
Eppure, nonostante siano anni che lo seguo e lo racconto attraverso le mie immagini, ogni volta mi sorprende come fosse la prima. C’è sempre qualcosa che mi prende allo stomaco, che mi accende lo sguardo, che mi ricorda perché sono lì.
Io il pugilato lo vivo così: senza filtri, senza sovrastrutture. Con una convinzione che non cambia mai. Nel momento esatto in cui un atleta sale sul ring, ha già vinto. Non importa il cartellino dei giudici, non conta il verdetto finale. Perché il coraggio di mettersi in gioco, di esporsi, di affrontare la paura sotto le luci e davanti agli sguardi, vale più di qualsiasi decisione.
Le riunioni sono molto più di una semplice successione di match. Sono abbracci, strette di mano, sorrisi complici. Sono amici di sempre e volti nuovi che nel giro di una serata diventano parte della stessa famiglia. È una festa vera, fatta di rispetto, sudore e passione condivisa.
Arrivo quasi sempre due ore prima. Mi piace respirare l’attesa. Scambiare una parola con i referee, con i maestri, con gli atleti — cercando di non invadere il loro spazio, quel silenzio sacro che precede la battaglia. Ognuno è chiuso nel proprio mondo, tra concentrazione e pensieri. E io resto lì, in ascolto, ad assorbire ogni vibrazione.
Ogni volta è un’emozione diversa. Un capitolo nuovo di uno sport antico e immenso, capace di insegnare valori profondi come il rispetto, la lealtà, l’amicizia.
Sì, è vero: prima ti colpisci, poi ti abbracci.
E forse è proprio questa la sua poesia più grande.
Questa verità semplice e potente che ci accompagna da sempre: combattere, cadere, rialzarsi… e alla fine riconoscersi negli occhi dell’altro.
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